giovedì 10 ottobre 2013

Il Signore viene: sono pronto?



Ma siamo pronti ad accogliere la nuova era, la nuova vita?

Siamo pronti ad accogliere il Signore che tornerà sulle nubi del cielo?

Dice il vangelo di Matteo (24,30):
allora comparirà nel cielo il segno del Figlio dell'uomo e allora si batteranno il petto tutte le tribù della terra, e vedranno il Figlio dell'uomo venire sopra le nubi del cielo con grande potenza e gloria.

Il tempo è quasi compiuto.

Ma noi siamo pronti?

Non so voi, ma io: no.

Ecco, viene sulle nubi e ognuno lo vedrà; anche quelli che lo trafissero e tutte le nazioni della terra si batteranno per lui il petto. Sì, Amen! Io sono l'Alfa e l'Omega, dice il Signore Dio, Colui che è, che era e che viene, l'Onnipotente! (Ap 1, 7-8)

Quando il Signore verrà (non sappiamo quando, ma state pronti, perché nell'ora che non immaginate, il Figlio dell'uomo verrà – Mt 24,44) avrò ancora un sacco di cose da fare.

Non ho mai rubato (che io ricordi) né ucciso nessuno (di questo sono sicuro), ma dovrò chiedere perdono a molte persone alle quali, nell’arco della mia vita, ho fatto del male, ho causato sofferenze.

Dovrò io stesso perdonare persone che hanno fatto del male a me, perché non perdonare è anch’esso un contravvenire al comando del Signore:

non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e vi sarà perdonato (Lc 6,37)

Ecco, non dovrò giudicare. Un giudizio, in verità, è indispensabile  (dobbiamo capire cosa e chi ci sta intorno!), ma il mio deve essere un giudizio d'amore e non di condanna. Devo mettermi nei panni dell'altro, non guardarlo dall'alto della mia presunta superiorità spirituale.
E poi ancora, dovrò imparare ad avere veramente fiducia nella Parola del Signore, perché 
il suo animo è saldo; Tu gli assicurerai la pace, pace perché in Te ha fiducia (Isaia 26,3).

Dovrò capire che Dio mi cinge di forza, rende sicura la mia via (2Samuele, 22,33)  e che Egli darà ordine ai suoi Angeli di custodirti in tutti i tuoi passi (Salmo 90,11).
Perciò: di cosa ancora ho paura che non avanzo sicuro nella strada del Signore?

Ed infine dovrò perdonare me stesso, che è la cosa più difficile perché dovrei ammettere che la misericordia di Dio è più grande delle mie mancanze e dei miei peccati:
tu hai agito verso di noi, Signore Dio nostro, secondo tutta la tua bontà e secondo tutta la tua grande misericordia (Baruc 2,27).

Questo è l'orgoglio, che riduce l'uomo ad un semplice animale:
L'orgoglio dell'uomo ne provoca l'umiliazione,
l'umile di cuore ottiene onori.
(Proverbi 29,23)
Infatti studiamo tanto, ci rivolgiamo a tante dottrine umane, facciamo tanti progetti, ma dimentichiamo sempre che ciò che conta è ciò che facciamo, ciò di cui ci riempiamo il cuore, non ciò di cui ci riempiamo la testa.

Così come ci ricorda il maestro Omraam:


Troppi discepoli di un insegnamento spirituale non comprendono ancora la necessità della pratica. Si immergono in opere di Kabbalah, di astrologia, di magia, di alchimia, di spiritualità indiana o altro ancora e ne fanno oggetto di conversazioni in cui ciascuno cerca di emergere con il sapere recentemente acquisito.
Costoro non hanno imparato nulla riguardo
all’umiltà, alla purezza, alla pazienza, alla bontà, alla gratitudine; non sanno vivere in armonia con gli esseri umani e con tutta la creazione, ed è per questo che alla prima occasione sono turbati, malati: le loro letture li hanno condotti sul ciglio di un baratro.

Non crediate dunque di poter accedere ai grandi misteri, risolvere l’enigma dell’universo o ricevere l’Iniziazione tanto facilmente; e non crediate neppure che, occupati come siete in quei progetti grandiosi, possiate trascurare certe attività della vita quotidiana tanto indegne di voi, come per esempio tutte le verità elementari che potrebbero illuminare il vostro cammino. Sì, perché sono proprio quelle elementari le verità più importanti: se le applicherete, troverete il giusto atteggiamento e continuando a studiare sarete protetti.

Il tempo è quasi compiuto.
Non so, voi, ma io ho ancora molta strada da fare.
E il Signore sta arrivando.
Lascio l'ultima parola ad un altro maestro, Osho, il quale dice che:

... la saggezza non è mai presa in prestito, non ha nulla a che vedere con il sapere, con l’informazione; non ha nulla a che fare con i testi sacri, le dottrine, i sistemi filosofici. È la tua esperienza personale, individuale ed autentica.

Juan Segundo

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