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È una storia vera perciò, come si fa sempre in questi casi quando il protagonista per un motivo o per un altro non può dare il suo assenso alla pubblicazione, i nomi e i luoghi saranno cambiati.
Voi che siete pronti di spirito in certe cose, leggendo la storia capirete subito cosa c'è sotto.
La storia si svolge molti anni fa, diciamo una trentina, e ha per protagonista Linda, una diciannovenne che, appena terminata la scuola, decide di fare un viaggio in Inghilterra.
Non conosce praticamente niente di quel paese, né ha mai avuto esperienza di come prendere un aereo. Sa solo che con un treno deve arrivare ad una stazione ferroviaraia, che da qui deve prendere un altro treno che la porterà all'aeroporto e poi in volo per la sua destinazione.
È mattina presto e Linda si trova in questa stazione, prima tappa del suo viaggio. Cerca tra i tabelloni orari il treno che dovrà prendere per l'aeroporto ma si rende conto che la cosa non è semplice come credeva (parliamo di trent'anni fa, quando non tutto era informatizzato come ora!).
Sta per avvicinarsi ad un addetto alle ferrovie per chiedere informazioni, quando vede due signori anziani fermi vicino a lei sotto il tabelone. Qualcosa le dice di chiedere a loro, e così fa: quei due le fanno subito simpatia e, soprattutto, sente che può fidarsi.
Si presenta, spiega la sua situazione e chiede cosa deve fare.
- Ragazza, anche noi dobbiamo andare a Londra e forse proprio col tuo stesso volo. Se ti va unisciti a noi!
Linda non si fa pregare due volte e si unisce ai due anziani.
Le sembra di vivere in una favola, come quando la mamma da piccola le raccontava che esistono persone tanto buone e gentili al mondo, e che spesso queste persone vengono dal cielo per prendersi cura degli uomini. Finché era stata una bambina aveva creduto a questi racconti; poi le esperienze le avevano mostrato anche l'aspetto meno poetico della vita e sentir parlare di certi avvenimenti la lasciavano scettica.
Ora però a Linda sembrava di esser tornata bambina e di sentire, accanto a quelle due persone, ancora una volta quel senso di protezione. Il loro modo di parlare e di muoversi emanava pace e serenità: era come se un fiume d'amore passasse da loro a lei. Vicino a loro, sul treno e poi sull'aereo per Londra, si sentiva protetta: era sicura che nulla le sarebbe potuto capitare!
Una volta giunti nella capitale britannica, Linda salutò i due anziani signori e si dedicò alla conoscenza della città. Furono due settimane molto interessanti e rilassanti; visitò palazzi, musei, piazze, monumenti che prima aveva visto solo nelle fotografie dei libri.
Quando arrivò il momento di ripartire, Linda si rese conto che sarebbe arrivata all'aeroporo in Italia in piena notte e che lì non avrebbe proprio saputo come fare per tornare a casa.
Le sembrò che il mondo le crollasse addosso, anche se non era niente di irreparabile: in qualche modo avrebbe fatto. Ma il pensiero di quello che doveva affrontare la rendeva molto inquieta.
Chiamò la compagnia aerea per farsi cambiare il volo ma, essendo un periodo festivo, non c'era alcuna possibilità.
Ormai era rassegnata a dover affrontare sicuramente qualche disagio.
Ma il giorno prima di partire, all'improvviso, arriva una telefonata in albergo: le avevano trovato un posto su un volo che arrivava in Italia al mattino!
Si ritrovava così anche ad avere una mezza giornata in più per vedere qualche altra cosa e decise di andare a vedere il cambio della guardia a Buckingham Palace.
Mentre aspettava in un angolo della grande piazza che arrivasse l'ora della cerimonia più famosa al mondo, ebbe la stessa senzazione provata il giorno della partenza dall'Italia alla stazione: sentiva un senso di protezione e d'amore. Si voltò e, poco distanti, vide i due signori anziani che l'avevano aiutata ad arrivare a Londra!
Linda corse verso di loro, quasi non volesse farseli scappare, li salutò e comunicò loro che sarebbe partita l'indomani.
- Bene, le dissero, anche noi partiamo domani e proprio col tuo stesso volo!
Naturalmente la felicità di Linda fu grande.
L'indomani presero insieme l'aereo, poi la riaccompagnarono fino alla stazione dove si erano casualmente incontrati e da dove tutta la storia era cominciata.
A distanza di trent'anni Linda, ormai moglie e madre di famiglia, ogni volta che ripensa a quella storia è sempre più convinta che quei due signori anziani fossero veramente angeli, proprio quelli di cui le parlava la mamma quando lei era piccola.
E con questo è tutto.
E voi, avete qualche storia (vera!) che è capitata a voi o a persone che conoscete e che volete raccontare?
Potete scriverla nei commenti, o sulla pagina facebook o su Twoorty. E magari noi potremmo raccoglierle tutte e pubblicarle su queste pagine.
Con questo post Il tuo angelo parla si prende un po' di vacanza. Ci rivediamo fra qualche settimana, ma voi, nel frattempo continuate a seguirci e a scriverci. Risponderemo a tutti!
Juan Segundo


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