![]() |
| si sdrammatizza un po'! |
Queste poche righe non vogliono essere un chiarimento sull'argomento, visto che io non sono né Andrea né Emanuela, né tanto meno faccio da loro portavoce, ma sono semplicemente il gestore di questo blog.
Diciamo che ho voluto esprimere la mia idea su un argomento importante e sicuramente controverso: esiste il diavolo come persona o esiste solo il male come espressione dell'animo umano?
Ricapitolo per sommi capi la discussione che potete trovare per intero alla pagina indicata sopra.
Il post di partenza era questo:
A questo punto l'intervento di una persona ha scatenato la discussione. Richiamandosi alle dichiarazioni di un esorcista molto conosciuto nella chiesa cattolica e fuori, egli ha detto che il diavolo esiste, che, anzi, è egli stesso colui che sta dietro a messaggi ed apparizioni angeliche e che le uniche apparizione "vere" sono quelle attribuite alla Madonna.
Con ciò ha chiaramente affermato che ciò che viene rivelato dagli angeli ad Andrea ed Emanuela sarebbe di derivazione demoniaca e che solo in quello che viene approvato dalla chiesa cattolica c'è la verità.
Partiamo da quanto riportato in un commento al post, dove viene richiamato il versetto biblico contenuto nel Padre Nostro e riferito alla tentazione diabolica.
Già solo per riportare il passo, dobbiamo fare una premessa: la traduzione cattolica è diversa da quella evangelica (protestante) e perciò sembrerebbe avere una sottolineatura diversa.
Ecco traduzione cattolica: e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male; mentre quella evangelica riporta: e non ci esporre alla tentazione, ma liberaci dal maligno.
Ci troviamo di fronte a due versioni apparentemente discordanti.
Ma, da un punto di vista linguistico, potrebbero essere corrette tutte e due. Infatti il termine eisphero (uso la traslitterzione dal greco in caratteri latini) è composto da "eis" e "phero" e può significare "portare in, verso, a, per", in base a come traduciamo il termine "eis". Perciò se accettiamo il significato di "portare in" abbiamo "indurre in tentazione", se invece accettiamo quello di "portare verso", o "portare a", abbiamo "esporre alla tentazione". La traduzione interconfessionale dice: "non condurci in tentazione". Perciò il senso del versetto è di pregare il Padre affinchè non ci metta in situazioni tali da essere tentati da Satana, e anzi di "rusai apo tou ponerou", "liberarci da (il) maligno" (traduzione letterale).
Il problema nasce quando dobbiamo dire chi è Satana.
Sappiamo che la Bibbia è una grande commedia (nel senso di testo di una rappresentazione) in cui i vari scrittori, nel tempo, hanno voluto trasmettere, da parte di qualcuno, insegnamenti sulle cose del mondo (a quei tempi) passato, presente e futuro. E questo è avvenuto sia raccontando fatti realmente accaduti; sia dando un significato particolare ad eventi capitati a loro o ad altri vicini a loro; sia fissando per iscritto quello che fino a quel momento era stato trasmesso oralmente nel popolo ebraico. Non dobbiamo mai dimenticare, infatti, che la Bibbia è la Scrittura Sacra di un popolo, quindi è l'esperienza del divino che quel popolo ha ricevuto e fatto (come poi, l'uomo abbia interpretato la Bibbia è un altro discorso). Ed è la stessa Bibbia che conferma che quell'Entità perfetta, piena e coinvolgente che chiamiamo Dio d'amore, ha già parlato nei tempi antichi molte volte e in diversi modi ai padri per mezzo dei profeti (Ebrei 1,1), cioè si è rivelato non solo a quello ebraico, ma a tutti i popoli della terra parlando loro in base alla loro cultura, lingua, capacità di comprensione. Perciò ogni religione ha diritto di esistere. Pensiamo solo al fatto che i passi che noi conosciamo come "il discorso della montagna" o la maggior parte dei cosiddetti "comandamenti" dell Antico Testamento sono presenti nella principali Scritture Sacre del mondo.
Quando sentiamo nominare, allora, Satana siamo sicuri che si tratti di una persona realmente esistente (anche se magari in forma eterea, incorporea, come gli angeli) o possiamo presumere che si voglia così personificare il male a cui il bene contende la supremazia sul mondo? Proprio come avveniva nelle antiche commedie greche in cui persino i concetti astratti diventavano personaggi, maschere, per essere meglio identificati dal pubblico?
Io propendo per quest'ultima ipotesi, ma sono pronto ad ascoltare qualsiasi altra idea anche contraria.
Nell'antichità era difficile per gli uomini immaginare qualcosa che non fosse tangibile, pensiamo anche solo a come lo stesso Dio venga antropomorfizzato (venga cioè descritto simile ad un uomo) . Dice il libro dell'Esodo (cap. 33) Aggiunse il Signore: «Ecco un luogo vicino a me. Tu (Mosè) starai sopra la rupe: quando passerà la mia Gloria, io ti porrò nella cavità della rupe e ti coprirò con la mano finché sarò passato. Poi toglierò la mano e vedrai le mie spalle, ma il mio volto non lo si può vedere». Per gli antichi, Dio era un essere che potevi anche incontrare per strada, anche se era meglio se non lo fissavi negli occhi!
Potremmo prendere tantissimi passi della Bibbia in cui si parla di questo argomento e in tutti avremo gli stesi contenuti. Con ciò non voglio naturalmente dire che Dio sia solo un'invenzione dell'uomo o un'esteriorizzazione dei comportamenti umani.
Se possiamo usare questa terminologia con Dio, perciò, possiamo dire lo stesso di Satana. Anche se di lui si parla come di una persona, di un essere autonomo (Gesù scacciava i demoni), il linguaggio usato e i vari contesti rimandano più al significato di qualcuno o qualcosa che è la materializzazione del male che c'è nell'uomo e che si manifesta quando usa malamente del suo libero arbitrio.
Io sono, come tutti voi, al di qua del velo, dello specchio, e non ho la verità in tasca in queste cose; anch'io come voi sono nella condizione dei Corinzi a cui Paolo dice: Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo a faccia a faccia. Ora conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch'io sono conosciuto (1Cor 113,12).
Ma c'è chi queste cose le conosce bene, perché è stato scelto proprio per rivelarle a tutti noi.
E perciò voglio chiudere con le parole di Emanuela, che faccio mie: il demonio è l'essere terreno nel momento in cui tramite il libero arbitrio sceglie di servire il male (da un commento alo stesso post su FB).
Juan Segundo

Nessun commento:
Posta un commento