Avevo detto nell'ultimo post, che il blog andava in vacanza, ma proprio stamattina mi è capitato di leggere un articolo di Tiziano Bellucci, grande studioso e divulgatore dell'antroposofia, scienza filosofica introdotta all'inizio del secolo scorso da Rudolf Steiner. Nell'opera di Steiner grandissima parte hanno gli angeli. Non tutto ciò che egli scrive può essere condivisibile, ma la grande parte delle sue idee in proposito coincidono con la realtà che proprio gli Angeli hanno rivelato ad Andrea ed Emanuela.
Vi riporto, così com'è, questa bellissima riflessione di Bellucci e vi invito a lasciare un vostro commento.
AMARSI COME BAMBINI
Spesso si crede che "volersi bene", sia concedersi benessere fisico e egoico.
Soddisfare i piacere del corpo e dell'anima: godere delle proprie necessità.
Invece "Amarsi" non è soddisfare i propri egoismi e desideri.
Spesso "l'amore di sé" viene equivocato in "soddisfazione dei propri egoismi".
Quando il vero amore di sé è curare la propria parte spirituale, il proprio io interiore, così ignorato, così inconosciuto.
Quell'io che ha un solo desiderio: essere riconosciuto come parte di Dio nell'uomo.
"Amarsi" è rivolgere le proprie cure verso questa parte divina di noi stessi che attende di essere liberata dalle catene degli automatismi, dei bisogni a cui è sottoposta da quando penetra in un corpo terrestre.
Liberata da ciò che si chiama "desiderio": vana e illusoria richiesta, soggezione dell'anima immatura.
"Amarsi" è "prendersi cura" della propria evoluzione come essere spirituale.
Un individuo che si concede egoisticamente ogni sorta di vizi e capricci non si ama, anzi, fa del male alla sua salute e a la sua anima.
Uno "che si ama" dovrebbe tendere a voler diventare migliore di ciò che si è. Chi si piace "così come è" appartiene a coloro che si fanno del male, e quindi non si ama.
Si tratta di amare quel bambino interiore che geme, e che attende di essere partorito da noi stessi. Di prendersi cura dello spirito che vive in noi.
Il primo passo è impegnarsi a conoscere il mistero dell'io, dello spirito divino nell'uomo e nell'universo.
Juan Segundo
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