mercoledì 26 giugno 2013

L'uomo, gli Angeli e la ricerca di Dio (1)

Da sempre l'uomo scruta nell'ignoto
Da sempre l'uomo ha saputo che esiste qualcosa che va al di là della realtà sensibile, di quella realtà, cioè, che chiamiamo sovrasensibile e che possiamo vedere e toccare, che possiamo riconoscere con i nostri sensi.
Ed è una certezza che gli viene dal di dentro. 
Questa certezza è stata, ed è, anche la molla che lo spinge a scrutare nell'ignoto, a volerlo svelare per dare un completamento alla propria esistenza, una risposta alle domande che si fa su se stesso e il mondo, appunto, da sempre. 
Non si tratta infatti di una semplice curiosità, ma della possibilità di placare una sete di infinito che si porta dentro.
Possiamo chiamare Dio l'oggetto di questa ricerca?
Io penso di sì.
Dio, in questo caso, è la parte di se stessi che fa sentire completi.
Non fraintendetemi: non sto dicendo che Dio è solo una parte di noi! Al contrario, è che noi siamo una parte, seppur infinitesimale, di Dio.
Noi siamo parte di Lui e Lui, così, diventa parte di noi.
L'uomo capisce, sente, che esiste un tutto (vogliamo chiamarla energia?) di cui fa parte, insieme a tutto ciò che lo circonda: la natura, gli animali, l'universo in generale.
Coloro che non credono nell'esistenza di un essere che non abbia un corpo come il nostro, o a tutte le realtà che sfuggono al nostro controllo, dicono che la scienza riuscirà, pian piano, a scoprire ogni segreto, a rivelare ogni cosa e allora non ci saranno più dei, fenomeni paranormali e quantaltro.
Sarà pure vero questo, ma intanto noi aspettiamo, certi delle nostre convinzioni.
È chiaro che siamo su due piani diversi. Non contrapposti, ma diversi.
Anche perché è proprio la scienza, che va avanti con le sue ricerche, ad avvalorare sempre più l'ipotesi dell'esistenza di piani che vanno al di là di quello semplicemente percebile dai nostri sensi. La fisica quantistica ne è una dimostrazione. Io non sono un esperto di scienza e di fisica quantistica in particolare, perciò vi rimando a tutto ciò che in rete (a partire dal link che vi ho lasciato prima) potete trovare sull'argomento.
Il mondo antico era pervaso dal senso del sacro, dalla ricerca di tutto ciò che potesse mettere in contatto l'uomo con l'infinito, col sovrasensibile. E anche se gli uomini primitivi adoravano il sole e la luna, il vento e gli alberi, la loro ricerca era uguale alla nostra.
Certo, noi oggi conosciamo, proprio grazie alla scienza, la funzione e la natura di sole, luna, alberi, universo. Ma continuiamo a farci delle domande, le stesse che si facevano migliaia e migliaia di anni fa.
Domande che possono unificarsi in una sola, secondo me: siamo veramente soli?
Anche qui, non parlo dell'esistenza o meno di altre forme di vta senziente nell'universo, ma soli rispetto a ciò che ci circonda. Cioè: noi uomini siamo estranei a tutto il resto? O ne facciamo parte con le nostre peculiarità, differenze, abilità? 
E dall'antichità giungono a noi esempi di come uomini e donne hanno sempre cercato di investigare ed entrare in contatto con l'invisibile e l'imperscrutabile.
Ma tutti questi discorsi, vi chiedere giustamente, che hanno a che fare con gli angeli e, soprattutto, con la nuova era che essi annunciano imminente?
(... continua... )

Juan Segundo 







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